I ponti di Madison County

I ponti di Madison County (The bridges of Madison County) è un romanzo di Robert James Waller, pubblicato nel 1992. Dal libro, divenuto un best seller, è stato tratto un film omonimo nel 1995, diretto da Clint Eastwood.
L’autore, nato a Charles City il 1° agosto 1939 e deceduto a Fredericksburg il 10 marzo del 2017, è stato non solo uno scrittore statunitense ma anche un docente e rettore universitario; si occupava inoltre di fotografia e di musica.
Tra la sua vita e il libro I ponti di Madison County ci sono non pochi legami. Il romanzo venne difatti presentato come ispirato ad una storia vera, ma è in realtà frutto della fantasia dell’autore, unita a molti elementi autobiografici.
Il libro racconta infatti di una storia d’amore extra coniugale tra una donna sposata con due figli, Francesca, e un fotografo che lavora per il National Geographic, Robert.
Francesca, come suggerisce il nome, è una donna italiana, nata a Bari, trasferitasi in America da giovane per seguire il marito. Rimasta sola per qualche giorno nella sua fattoria a Madison, si imbatte per caso nel fotografo, giunto nella Contea per fotografare i ponti coperti. Robert le chiede indicazioni, lei si offre per accompagnarlo e tra i due inizia una conversazione amichevole che si trasforma pian piano in un qualcosa di più intimo, fino a diventare una storia d’amore travolgente e passionale.
Non è di certo un caso che l’autore abbia scritto di un fotografo a lui omonimo, né tanto meno di una storia ambientata in una fattoria. Robert possedeva infatti un ranch, rinominato Firelight, in cui viveva con la moglie e con la figlia. Negli anni 90 aveva assunto una donna di nome Linda Bow, per dei lavori di abbellimento al ranch, e nel 1997 rivelò alla moglie di essersi innamorato di lei.
Il romanzo si apre con un’introduzione in cui l’autore racconta di come i figli di Francesca, Michael e Carolyn, si siano rivolti a lui per raccontare l’incredibile storia d’amore vissuta dalla madre nella Madison County. I due figli, venuti a conoscenza della storia solo dopo la morte di entrambi i genitori, portano con loro dei diari lasciati loro dalla madre, scritti da Francesca per raccontare finalmente ai figli del suo grande amore.
Trattasi di uno stratagemma letterario ben costruito, per cui il lettore è persuaso dall’inizio alla fine dell’autenticità di ciò che sta leggendo.
Lo stesso si può dire del film, in quanto l’adattamento cinematografico è sorprendentemente fedele al romanzo. L’unica eccezione va fatta per il modo in cui viene narrato il racconto: nel libro il punto di vista è esterno, mentre nel film la storia viene raccontata dalle parole scritte nei diari di Francesca.
Escluso il narratore, il libro ed il film vanno di pari passo, sebbene il film abbia stranamente un ritmo più lento e cadenzato, in cui il regista (nonché attore coprotagonista) dedica estrema attenzione a particolari e dettagli talvolta non presenti nel libro. Il girato prosegue tra sguardi struggenti e discorsi profondi, arricchiti da riferimenti letterari a poeti inglesi, come le citazioni di Yeats che costellano i dialoghi ed i pensieri, riportati nel film esattamente come nel libro. Ciò che colpisce dell’adattamento cinematografico è proprio l’attenzione nel non “snaturare” il contenuto del testo originale. Non ci sono tagli, né modifiche che potrebbero turbare chi è stato un lettore ancor prima di essere uno spettatore; l’atmosfera che è stata creata, la musicalità delle parole accuratamente scelte dall’autore e tutti quei dettagli che nella lettura fanno la differenza, vengono riportati sullo schermo esattamente come sono stati concepiti.
Il romanzo I ponti di Madison County ha un che di delicato; mentre lo si legge si ha la sensazione che le parole suonino le corde della nostra anima.
Nonostante sia un best seller internazionale, non riveste un ruolo tanto importante quanto dovrebbe nel paesaggio letterario contemporaneo. Non si parla solo di un libro ben scritto, né tantomeno di un semplice romanzo rosa per romanticoni. I ponti di Madison County affronta la vita e le dure scelte che spesso siamo costretti a prendere; affronta tematiche come quella della famiglia, delle convenzioni sociali, degli affetti, delle esperienze di vita che ci formano e ci plasmano giorno dopo giorno.

Non solo. Parla di gerarchie, di autorità, degli ultimi cowboy, di musica, di letteratura, di sogni ed aspirazioni infrante, e ancora del ruolo delle donne, dei matrimoni, di erotismo, di sacrifici e di fotografia.
Non si riesce a cogliere tutto ciò che si cela in questo libro e, di conseguenza in questo film, se non lo si segue con attenzione e se non si soppesano le parole sussurrate ed anelate da Meryl Streep e Clint Eastwood sullo schermo. Ad una prima occhiata, ad uno sguardo superficiale, sfuggirebbe tutta la poesia e l’intimità che si trovano in questa storia. È alquanto facile abbandonarsi ai pregiudizi, al pensiero che ciò che si ha davanti non sia null’altro che l’ennesima storiella d’amore. Eppure c’è molto di più.
Personalmente ho scelto di analizzare quest’opera per un legame sentimentale con la stessa – un legame inizialmente non mio, bensì di mia madre, che nel corso degli anni non si è mai persa una replica del film in televisione, per poi struggersi ogni volta per una storia d’amore che già conosceva come le sue tasche.
Così come altri anch’io mi lasciavo trasportare da pensieri pregiudizievoli, finché un giorno non ho deciso di leggere il libro e riguardare il film più volte, fino ad arrivare ad apprezzarne ogni parola, sguardo ed emozione presente.
Una volta compresa la natura di quest’opera non ho potuto far altro che sceglierla, con la speranza che possa così essere capita da chi come me può farsi prendere dai pregiudizi, lasciando però pur sempre uno spiraglio, una piccola porta aperta a cambiare idea.  
Dopo aver avuto il coraggio di mettersi in gioco e di rivalutare la propria opinione, si può trovare tanta bellezza in questo racconto, insieme a tanti spunti per riflettere e per lasciarsi andare a pensieri ed emozioni sopite.
Quello che più ho apprezzato sono proprio i discorsi tra i due amanti, i cui personaggi sono estremamente realistici, dettagliati, ben costruiti, ed il trasporto che hanno nello scendere negli abissi delle loro anime, mentre affrontano argomenti e decisioni talvolta scomodi, susseguendosi l’un l’altro in numerosi riferimenti letterari.
Robert James Waller ha fatto un lavoro egregio nel concepire e scrivere questo romanzo, perché ciò che ne risulta è una storia sincera, profonda, poetica, vissuta tanto dai personaggi tanto quanto dai lettori, che si lasciano trasportare a tal punto da credere che ciò che si ha davanti non possa essere altro che vero e realmente accaduto.


5 pensieri riguardo “I ponti di Madison County

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